Screening oncologici

Ripartono gli screening oncologici

 

L’emergenza COVID-19 ha portato alla sospensione momentanea degli appuntamenti programmati dei tre screening oncologici per mammografia, Pap test/test HPV e ricerca del sangue occulto fecale nel periodo di marzo-aprile.
Tale sospensione è stata decisa per garantire il contenimento del contagio e salvaguardare la salute dei cittadini.
Sono stati invece garantiti gli esami diagnostici degli utenti con test positivo e i controlli periodici previsti dai protocolli dello screening.

Con la fase 2 le attività di screening oncologico sono ripartite con nuove modalità di organizzazione dei servizi, in grado di garantire la sicurezza di utenti e operatori, come previsto dall’Ordinanza 49 del 3 maggio 2020.
A tutela della salute saranno previsti un maggior distanziamento tra gli appuntamenti, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali, la verifica dei sintomi negli utenti che si presenteranno nelle strutture e adeguate procedure di sanificazione degli ambienti.

 

Che cosa è uno screening oncologico?

E’ un intervento sanitario offerto ad una popolazione di persone senza disturbi che ha lo scopo di individuare precocemente la presenza di piccoli tumori o di alterazioni che possono precedere la comparsa del tumore vero e proprio. Le persone sono invitate per lettera a partecipare allo screening, attraverso l’effettuazione di un esame.

Un esame di screening non è un esame diagnostico e conclusivo di per sé, ma ha lo scopo di selezionare, in una popolazione apparentemente sana, un piccolo numero di persone che ha un certo rischio di avere piccoli tumori o di alterazioni che potrebbero precedere un tumore. Queste persone saranno invitate a fare ulteriori accertamenti.

Per poter essere utile, lo screening deve riguardare malattie tumorali molto frequenti, devono esistere prove della sua efficacia e offrire agli utenti percorsi di alta qualità.

L’efficacia di programmi di screening è stata dimostrato solo per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto, in cui vi sono prove che l’effettuazione periodica degli esami di screening consente di modificare la storia naturale della malattia tumorale. In questi tre casi, lo screening permette di salvare un numero significativo di vite e di effettuare interventi poco invasivi. In qualche caso (come nel tumore della cervice uterina o del colon-retto) lo screening consente addirittura di prevenire la comparsa stessa del tumore, attraverso la rimozione delle alterazioni che la precedono.

Ma cosa si intende con la parola tumore?

Il tumore consiste nello sviluppo anormale di un tessuto che forma una massa che si accresce.
Si distinguono:

  • tumori benigni che danno solo un accrescimento locale nell'organo in cui si sviluppano e che possono arrestare la loro crescita spontaneamente;
  • tumori maligni che crescono progressivamente e tendono a diffondersi ad altri organi (metastasi). In genere, tanto più precoce è la diagnosi (cioè l'evidenziazione) dei tumori, tanto migliori sono le possibilità di cura.

La prevenzione primaria = eliminazione delle cause che provocano l'insorgenza di un tumore. Un tipico esempio è dato dal tumore polmonare che è causato dall'abitudine al fumo. Eliminando questo fattore di rischio, scomparirebbero quasi tutti i tumori del polmone che rappresentano oggi il più frequente tumore negli uomini nei paesi industrializzati.
La prevenzione secondaria = diagnosi di un tumore in fase iniziale, quando è ancora curabile. Un tipico esempio è rappresentato dal tumore della mammella, il più frequente tumore nelle donne. 
È ormai certo dal punto di vista scientifico che l'effettuazione ogni 2 anni di una mammografia nelle donne a partire dai 50 anni di età consente di salvare molte vite.  Si stima che l'estensione del programma di screening mammografico in tutto il territorio nazionale consentirebbe di salvare circa 1.600 vite ogni anno.

Un ricordo alla Dr.ssa Grazia Grazzini